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15 gennaio 2011
Europeismo nei Balcani: l'esperienza della JEF
Uniti nella diversità: è questo il motto dell'Unione Europea. Uno slogan che sta prendendo piede anche nei Balcani: negli ultimi anni si è radicato soprattutto tra le giovani generazioni un deciso sentimento europeista. Per gli under 30 della ex Jugoslavia e dell'Albania, Europa vuol dire viaggiare, scoprire le bellezze del Vecchio Continente, conoscere gente nuova, stringere amicizia con i coetanei italiani e spagnoli, sognare maggiori possibilità lavorative e "last but not least" avere più democrazia e libertà nei propri paesi d'origine. Nei Balcani sono molte infatti le organizzazioni e le associazioni che si rifanno agli ideali della "Casa comune europea": la più diffusa tra queste è senza dubbio la JEF, la Gioventù Federalista Europea (Jeunes Europeens Federalistes). Ispirata agli insegnamenti di Altiero Spinelli, di Ernesto Rossi e del loro "Manifesto di Ventotene"...Continua su Radio Balcani (clicca qui)

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permalink | inviato da liblab1984 il 15/1/2011 alle 19:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 novembre 2010
Giovani Balcani
Chi si reca per la prima volta nei Balcani, viene colpito subito da una particolarità: l'alto tasso di giovani nella popolazione. L'area della ex Jugoslavia è infatti una delle zone europee a maggior presenza giovanile.
Una società di under 30 dall'ottima scolarizzazione, dallo spirito intraprendente e dalla vocazione europea... Continua su Radio Balcani (clicca qui)

21 luglio 2010
Cooperazione Adriatica
L’Adriatico è da sempre considerato come una sorta di lago: la distanza tra la sponda italiana e quella balcanica è limitata e questa vicinanza ha favorito negli anni scambi commerciali e culturali. Tali relazioni sono così alla base della cosiddetta “Cooperazione Adriatica”, uno dei pilastri della politica estera tricolore. Molti sono in questo senso i progetti di partnership attuati sia dal governo italiano che dall’Unione Europea ... Continua su Radio Balcani (clicca qui)

9 febbraio 2010
Ucraina tra ghetto e status quo
Bandiera_ucraina In seguito alle elezioni di domenica scorsa, l'Ucraina ha un nuovo presidente: Viktor Yanukovich, leader del Partito delle Regioni di ispirazione russofona e rivale della Rivoluzione Arancione del 2004. La vittoria di Yanukovich è così un ritorno al passato per l'intera Ucraina: dopo gli anni della speranza democratica rappresentata dal presidente uscente Viktor Yushenko, il paese est europeo approda in un ghetto politico più vicino alla Mosca di Putin che alle cancellerie occidentali. La sconfitta delle forze democratiche e filo-europee è stata causata soprattutto da una loro rissosità intrinseca ( gli scontri tra il presidente Yushenko e la premier Timoshenko erano all'ordine del giorno) e dalla brama di potere e denaro dei vari capibastone. Ma nello scenario ucraino una grossa colpa l'ha ricoperta pure l'Unione Europea, incapace di supportare e consolidare la Rivoluzione Arancione, caratterizzata al proprio interno da forti venature europeista. Le indecisioni, i tentennamenti e i "non detto" di Bruxelles su una possibile integrazione comunitaria dell'Ucraina hanno di fatto castrato le aspettative della leadership democratica di Kiev, relegando l'ex nazione sovietica in un limbo funzionale solo all'aggravarsi della fragilità del nuovo corso istituzionale e al ritorno del vecchio "status quo".

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