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13 febbraio 2011
Giuliano Ferrara, il mutandaro
 Giuliano Ferrara, dal partito pro-life al partito delle mutande. Comunque sempre partiti del ca..o

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20 gennaio 2011
Separati alla nascita: Ben Alì e Silvio B.

Si tinge i capelli, è basso e vecchio, lui e il suo clan si sono arricchiti in maniera poco chiara, ha una concezione personalistica e non democratica del potere, sta insieme ad una escort. Io sto parlando di Ben Alì, ma mi sa che che in Italia c'è un certo signor B. a cui la descrizione calza a pennello.


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7 gennaio 2010
Corsi e ricorsi storici
MilosevicRiforme contro una burocrazia imperante, cambio di una costituzione reputata debole ed antiquata, supremazia del popolo nei confronti degli organi istituzionali, controllo dei più importanti media. Una breve descrizione dell'azione politica di Silvio Berlusconi? No, i primi passi alla conquista del potere di Slobodan Milosevic, ex presidente poco democratico della Serbia. A volte i corsi e ricorsi storici possono essere alquanto allarmanti.

5 gennaio 2010
Brunetta dei 7 nani
Brontolo Chi è veramente Renato Brunetta? Alcuni dicono sia il ministro più popolare del governo Berlusconi, altri un ex professore di economia in odore di Nobel. Nessuna delle due affermazioni è vera. Infatti Renato Brunetta nasconde un segreto inconfessabile: prima di diventare titolare del dicastero della Funzione Pubblica era uno dei nani da giardino della villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. Il Cavaliere lo comprò nel lontano 1985 ai saldi di fine stagione della Standa e per 4 anni lo gnomo Renato ( così stava scritto sul tagliando di vendita) stette fermo, immobile e muto nel giardino di casa Berlusconi. Ma di lì a poco la sua vita sarebbe cambiata per sempre. Nell'estate del 1989 Sua Emittenza Silvio I organizzò una cena con illustri invitati: erano presenti nientepopodimenoche i membri del cast di "Drive In", il pupazzo di Bim Bum Bam, il corvo Rockfeller ed il suo ventriloquo, Sabrina Salerno ed il mago Silvan. Quest'ultimo attirò l'attenzione degli astanti dicendo di aver appreso da un monaco tibetano (poi rivelatosi un ubriacone di Bollate) la formula esoterica per donare la parola agli esseri inanimati. Stuzzicato dall'idea, Berlusconi propose a Silvan di recarsi in giardino e di testare la magia sul nano di terracotta. Dopo che l' Houdini dai capelli cotonati pronunciò la frase incantata, il nano da giardino iniziò a parlare. Viste le prodigiose doti Renato diventò uno dei giochi preferiti di Barbara Berlusconi: scambiandolo per una bambola (da qui il soprannome Brunetta), la piccina gli dava da mangiare, gli faceva fare il ruttino e lo vestiva da Barbie. Negli anni successivi il Fronte di Liberazione dei Nani da Giardino sequestro per ben 15 volte il nano e tutte e 15 lo restituì alla famiglia Berlusconi: lo gnomo eratalmente loquace, pedante e rompiscatole da risultare insopportabile. Ritornato ad essere parte dell'arredo della villa di Arcore, Brunetta scassò i cosiddetti anche al Cavaliere. Fu allora che a Silvio venne una brillante idea: disfarsene facendogli fare carriera politica, dapprima come eurodeputato e poi come ministro.

30 luglio 2009
Italia monoetnica? Ma mi faccia il piacere

Italia Lotta agli immigrati clandestini, xenofobia dilagante. E un premier che afferma di essere contrario alla società multietnica. Stiamo parlando della nostra povera Italia, travolta in una spirale di pregiudizio e intolleranza. Chi è diverso, chi non è italiano purosangue se ne deve andare. Come se il Belpaese fosse uno stato fondato su un solo popolo, su una sola razza, su un'unica religione. Ma non è così. Infatti l'Italia è storicamente uno dei paesi più meticci d'Europa: gli abitanti delle coste adriatiche hanno nelle loro vene sangue croato, montenegrino, albanese, greco e turco; i siciliani hanno geni normanni ed arabi; i sardi sono imparentati con i catalani. Per non parlare poi delle minoranze sparse in tutto il territorio: gli sloveni in Friuli Venezia Giulia; gli arbereshe in Puglia, Calabria e in Basilicata; i walser, i cimbri e i mocheni del Trentino; i tirolesi dell'Alto Adige; i ladini dell'arco alpino. E per quanto riguarda la religione come dimenticare le comunità valdesi, ebraiche ed ortodosse. Insomma, l'Italia è già di per sè un paese multietnico e chi pensa il contrario forse dovrebbe ripassare un po' di storia.


6 maggio 2009
Silvio "Papi" e i sinonimi e contrari
Berlusconi-lario Ieri un amico del Popolo della Libertà mi ha spiegato che un vecchio che va con le minorenni si dice Presidente del Consiglio. Ma una volta non si diceva pedofilo?

4 maggio 2009
Fascisti della Libertà
Destra Il più grande partito liberale mai nato in Italia: così Silvio Berlusconi ha raffigurato il Popolo della Libertà. Ma il Cavaliere ha tralasciato un piccolo particolare: due dei soggetti costituenti del PdL sono apertamente neofascisti. Uno è Azione Sociale di Alessandra Mussolini ( e con quel cognome cosa poteva essere) e l'altro è Destra Libertaria. Formazione composta da fuoriusciti de La Destra di Storace, Destra Libertaria si fonda su un programma alquanto strampalato. No al multietnicismo, no alla globalizzazione anglo-americana e cinese, no alle libertà scaturite dalla Rivoluzione francese e da quella americana: ecco alcune linee guida del partitino reazionario. E ancora: no alla teoria dell'evoluzionismo e sì al creazionismo e al disegno divino, sì ad un' Europa cristiana. Tuttavia l'apice della stramberia si raggiunge nel campo sociale: infatti Destra Libertaria è contraria al principio di uguaglianza, ma è favorevole ad una equa disuguaglianza politica. Cosa voglia dire tutto ciò non è dato saperlo. Per finire, due parole devono essere spese sul simbolo del partito: un' aquila bicipite uguale uguale allo stemma nazionale del Montenegro. Insomma, quelli di Destra Libertaria oltre ad essere fascisti sono pure plagiatori. 

17 aprile 2009
Le lacrime di coccodrillo del Caimano
Berlusconi_terremoto Un uomo scosso, sofferente, vicino alle popolazioni abruzzesi colpite dal sisma, una sorta di Evita Peron al maschile: questo è sembrato nei giorni scorsi Berlusconi. Esempio di alto senso dello Stato? Di amore cristiano? No, molto più semplicemente uno sgradevole atto di sciacallaggio politico. Infatti se il Premier soccorritore, ingegnere e sismologo avesse avuto veramente a cuore i terremotati, avrebbe accorpato il referendum con le elezioni europee e amministrative del 7 giugno, risparmiando la bellezza di 460 milioni di euro. Una cifra più che dignitosa da destinare alla ricostruzione de L'Aquila e dintorni. Ma così non è successo. E la commozione del Cavaliere di fronte a centinaia di morti  non è stata altro che lacrime di coccodrillo. In fondo caimani e coccodrilli son pure sempre della stessa specie.

9 aprile 2009
La bella napoletana, Silvio e la monnezza

Pubblicita-rifiuti5 Una procace moracciona distesa in mezzo ad un mare di rifiuti. Un nugolo di volontari pronti a salvarla da bucce di banana, lische di pesce e orribili fetori. Stiamo parlando dello spot tv realizzato dal governo per pubblicizzare la lotta alla monnezza napoletana. Ma chi è la malcapitata attrice finita tra i sacchi della spazzatura? Il suo nome è Elena Russo, soubrette napoletana semisconosciuta, salita alla ribalta grazie al Sexgate Rai del 2007. Infatti la giovane maggiorata era una delle showgirl raccomandate da Silvio Berlusconi ad Agostino Saccà, allora presidente di Rai Fiction. Molto si era scritto sui presunti legami sentimentali tra il Cavaliere e le aspiranti donne di spettacolo, sempre smentiti. Ma noi dopo aver visto la Russo in una discarica ci chiediamo: fu amore "usa e getta"?


3 gennaio 2009
Conflitto di interessi medievale

Berlusconi_corna Presidente del Consiglio, proprietario di 3 reti televisive, editori di libri e giornali, padrone di una squadra di calcio: stiamo parlando di Silvio Berlusconi.
 E questo ammassarsi di incarichi in una sola persona ha un nome ben preciso: conflitto di interessi.
Una anomalia che in qualsiasi democrazia occidentale farebbe rabbrividire i più. E se questo conflitto in Italia sembra normale e tollerabile, una volta non lo era affatto.
Un esempio ci viene dal lontano medioevo e in particolare dalla Repubblica di Siena. Infatti l’ordinamento senese impediva di ricoprire cariche governative se in altri istituzioni cittadine sedevano parenti e affini, o soci di imprese commerciali.
Insomma, “medievale” non era tanto quell’Italia ma la nostra d’adesso.


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