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28 marzo 2011
Ricette balcaniche: Tzatziki
Lo tzatziki è un tipico piatto greco a base di yogurt, cetrioli e aglio. Ideale come antipasto o come salsa d'accompagnamento per carne e pesce. In Grecia viene usato nella preparazione del "gyros", il tradizionale panino da strada.

Ingredienti: 2 cetrioli; 500 gr di yogurt greco; 3 spicchi d'aglio tritati; 1 cucchiaio di aneto fresco tritato; 1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva; sale e pepe.

Preparazione: Grattugiate i cetrioli in una terrina... Continua su Radio Balcani (clicca qui)

20 marzo 2011
Locomondo, reggae greco
Ottimo e sano reggae greco: stiamo parlando dei Locomondo, creativa band ateniese capace di mischiare sound giamaicano e sonorità tradizionali elleniche.
Composti da ben sette elementi, i Locomondo calcano le scene ormai dal 2004 ed hanno all'attivo già cinque album. Il terzo di questi, "Me Wanna Dance", mandato alle stampe nel 2007 ha attirato l'attenzione del regista turco-tedesco Fatih Akin... Continua su Radio Balcani (clicca qui)

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9 marzo 2011
Il Risorgimento italiano e i Balcani
Il 17 Marzo feteggeremo i 150 anni dell'Unità d'Italia. Una data importantissima che ricorda l'epopea del Risorgimento, una delle vette della storia nazionale. Mazzini, Garibaldi, Cavour: personaggi di statura internazionale, entrati nel mito e capaci di affascinare milioni di persone in tutto il mondo.
Gli eventi del Risorgimento vennero infatti seguiti anche fuori dai confini italiani, diventando di esempio per i popoli oppressi e per quanti amavano la libertà. Tra questi vi furono le popolazioni slavo balcaniche: divise tra il dominio dell'Austria-Ungheria e l'Impero Ottomano, le genti dei Balcani si impegnarono per tutto l'Ottocento in un processo di risveglio nazionale.
Le correnti patriottiche si ripartivano in vari gruppi: tra i più rilevanti i nazionalisti croati, quelli serbi e gli jugoslavisti.
Nel mondo serbo si parlava chiaramente della Serbia come "Piemonte dei Balcani"... Continua su Radio Balcani (clicca qui)

25 febbraio 2011
INTERVISTA: Antonio Caiazza, i perchè della crisi in Albania
Antonio Caiazza, giornalista della sede Rai di Trieste, è uno dei più grandi esperti di Albania in Italia. Il suo libro “In Alto Mare. Viaggio nell'Albania dal comunismo al futuro” (ed. Instar Libri) è una opera essenziale per comprendere le evoluzioni socio-politiche avvenute durante gli ultimi vent’anni nel “paese delle aquile”. Lo abbiamo intervistato riguardo il momento di crisi che sta vivendo l’Albania. Ecco quello che ci ha risposto.

Qual è l'attuale situazione politica in Albania dopo le manifestazioni di piazza e la conseguente crisi istituzionale?
La situazione in Albania sembra essere come in stallo. Le tre vittime della manifestazione del 21 gennaio hanno choccato l’opinione pubblica ma anche la classe dirigente che, improvvisamente, si e resa conto di aver alzato il livello della tensione fino a un punto di rischio molto elevato. In giugno si terranno le elezioni amministrative e il livello dello scontro, dopo la calma apparente di questo periodo, tornerà a salire. L’Albania sembra essersi infilata in un vicolo cieco, dal quale non sa uscire perché nessuno dei contendenti, il premier Sali Berisha, leader del Partito Democratico (centro-destra), e il capo dell’opposizione, Edi Rama, leader del Partito Socialista e sindaco di Tirana, ha intenzione di mollare e cedere di un passo.
Ciò che è più grave è che il conflitto all’interno della classe dirigente albanese si svolge nell’indifferenza e nella rassegnazione della popolazione, giovani compresi. Eppure questi ultimi, nel Paese demograficamente più giovane d’Europa, costituiscono una forza insormontabile, ma occorrerebbe che di ciò, di questa loro forza, prendano coscienza. Le potenzialità culturali e civiche sono grandi: decine e decine di migliaia di giovani albanesi sono stati all’estero per lavoro, per studio, sono in contatto con parenti, amici, coetanei che sono sparsi per il mondo, o hanno comunque relazioni che vanno ben oltre i confini delle Alpi Albanesi e del mare che separa Durazzo da Otranto. In Albania l’uso delle connessioni internet è diffusissimo, e i luoghi, dalle piazze alle hall degli alberghi ai caffè, in cui è possibile connettersi liberamente alla rete, sono più frequenti che nelle nostre città. È appunto la rete che sta creando in Albania un nuovo cittadino, a dispetto della politica, della corruzione e del malaffare diffusissimo. Questa nuova società sta per ora in silenzio, nauseata da ciò che vede avvenire, se ne sta per conto suo, come rinchiusa in sé stessa. Ma non durerà a lungo. La distanza culturale, stilistica e di valori fra la società e la classe politica (anche in Albania) è diventata enorme. E quando questo accade, qualcosa prima o poi succede.
Per questo credo che le istituzioni internazionali e i Paesi che più da vicino seguono e assistono l’Albania, più che aver relazioni esclusive con i potentati politici locali, farebbero bene a cercare di supportare ed incoraggiare quei germogli di società che in Albania timidamente si affacciano e cercano di farsi sentire, anche a costo di urtare la suscettibilità di Berisha o di Rama.

Ci può spiegare in breve la figura di Sali Berisha, attuale primo ministro albanese considerato da molti come un leader non del tutto liberale?
Sì effettivamente è difficile definire Berisha liberale. Il liberalismo selvaggio, assoluto, sregolato e incontrollato in cui l’economia albanese procede, non si associa ad un sistema politico liberale nei metodi dell’esercizio democratico. Dritero Agolli, uno scrittore molto popolare ed amato in Albania, dice di lui che, pur avendo viaggiato e magari anche molto letto, la sua origine montanara (viene dall’Albania più arcaica ed arretrata, da un piccolo villaggio fra i monti del nord) lo trascina indietro. In effetti fa politica più come la farebbe un capo clan, un bajraktar, che un moderno leader europeo. È rozzo, a volte violento nei toni, anche volgare in diversi interventi in parlamento, e spiccio nei suoi metodi. Per di più, così come Hoxha all’epoca del comunismo, sfidava il ridicolo gonfiando il petto e affermando che loro e i cinesi erano un miliardo, lui ha fatto altrettanto pretendendo di far diventare l’Albania una potenza energetica nucleare, o come quella volta che a Berxull, in un minuscolo villaggio, tenne un discorso in cui affermò che il suo Paese era l’unico al mondo indenne dalla crisi, anzi in crescita. I primi a ridere, e a provare vergogna, sono i suoi concittadini.

Può tratteggiare in breve la personalità di Edi Rama, capo del Partito Socialista e principale rivale di Berisha?... Continua su Radio Balcani (clicca qui)

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13 febbraio 2011
Giuliano Ferrara, il mutandaro
 Giuliano Ferrara, dal partito pro-life al partito delle mutande. Comunque sempre partiti del ca..o

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11 febbraio 2011
Dragana Mirkovic, a tutto turbofolk
Turbofolk a manetta: così si potrebbe riassumere la carriera di Dragana Mirkovic, stella del pop serbo.
Voce gorgogliante, ritmi orecchiabili, qualche spruzzatina di musica tradizionale ed ecco servito il piatto, ovvero Dragana. Rispetto alle altre dive del turbofolk (Ceca Ražnatovic su tutte), l'immagine della Mirkovic... Continua su Radio Balcani (clicca qui)

10 febbraio 2011
Giorno del Ricordo
Oggi, 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, ricorrenza dedicata ai martiri delle foibe e agli esuli istriani, fiumani e dalmati, italiani vittime di una della pagine più buie e dimenticate della storia nazionale.
Perseguitati dal nazionalismo esasperato del regime jugoslavo di Tito, 12 mila di essi furono barbaramente uccisi e gettati nelle foibe del Carso, 350 mila furono costretti ad abbandonare le proprie case, diventando profughi e passando alla storia con il nome di “esodati”... Continua su Radio Balcani (clicca qui)

9 febbraio 2011
La portualità nell'Alto Adriatico
Cooperare nell’Adriatico? Si può. Dopo gli anni della “guerra fredda”, della guerra civile jugoslava e degli attriti tra Italia e Croazia riguardo la zona esclusiva di pesca, negli ultimi tempi stiamo assistendo ad una rinnovata partnership tra le due sponde.
Uno dei settori maggiormente coinvolti è senza dubbio la portualità. Tale tematica
interessa in maniera principale l’Alto Adriatico, caratterizzato da una particolare conformazione a golfo e da un susseguirsi di numerosi porti entro poche miglia marittime. Troviamo infatti, nel braccio di mare che va dalla Romagna all’Istria, le realtà di Ravenna, Porto Levante, Chioggia, Venezia, Monfalcone, Trieste, Capodistria e Fiume. Una sequenza di scali senza pari, capace se messa in rete di fare concorrenza ai maggiori porti europei (Rotterdam, Amburgo, Amsterdam).
A quanto pare la direzione in cui si sta andando è davvero quella di fare sistema: Paolo Costa, presidente dell’Autorità Portuale di Venezia ed ex sindaco della città lagunare, ha avanzato l’idea della creazione del North Adriatic Port Association (NAPA), una vera e propria alleanza portuale transfrontaliera... Continua su Radio Balcani (clicca qui)

25 gennaio 2011
Ricette balcaniche: Olive schiacciate alla greca
Le olive schiacciate alla greca sono un piatto tipico della gastronomia ellenica: dal gusto levantino e finemente speziato rappresentano un ottimo antipasto o uno sfizioso spuntino. Pietanza da prepare rigorosamente con le olive kalamata.

Ingredienti per 4 persone: 1/2 limone grande; 300 gr di olive kalamata in salamoia; 4 ramoscelli di timo fresco; 1 scalogno tagliato finemente; 1 cucchiaio di semi di finocchio; 1 cucchiaio di aneto secco; olio extra vergine d'oliva.

Preparazione: Tagliate il limone a spicchi. Scolate e lavate le olive in salamoia... Continua su Radio Balcani (clicca qui)

20 gennaio 2011
Separati alla nascita: Ben Alì e Silvio B.

Si tinge i capelli, è basso e vecchio, lui e il suo clan si sono arricchiti in maniera poco chiara, ha una concezione personalistica e non democratica del potere, sta insieme ad una escort. Io sto parlando di Ben Alì, ma mi sa che che in Italia c'è un certo signor B. a cui la descrizione calza a pennello.


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